Swag. #06

Lo so, è un po’ di tempo che non leggi Swag, ma siamo sempre qui: nell’ultimo periodo ci sono stati diversi cambiamenti all’interno del team di Trapstudio e abbiamo corso parecchio, da qui il nostro silenzio.

Questo numero di Swag parla della relazione tra interfacce fisiche e i sistemi di feedback raccontati da Don Norman.

Il mapping dei fornelli di Don Norman

🔈 Quei maledetti pulsanti del volume!

In genere i prodotti Apple mi piacciono: ci trovo sempre quell’attenzione al design che non riesco a trovare da nessun’altra parte, c’è poco da fare.

Anche se non sono un fan sfegatato uso Mac da 20 anni, e a parte qualche episodio sfortunato (ti ho mai parlato del mio Macbook Pro 13?), ho sempre adorato ogni computer di Apple che mi è passato per le mani. Con gli iPhone è andata un po’ diversamente, e non ne ho più comprato uno dai tempi di iOS 6: per chi non segue queste cose, attualmente siamo “quasi” a iOS 15.

Poi ci sono gli iPad, coi quali ho un rapporto un po’ particolare: ho comprato il primo appena uscito, all’epoca l’ho un po’ utilizzato per vedere cosa ci si potesse fare, ma fondamentalmente era un iPhone gigante e pesantissimo su cui girava sempre iOS6. Una volta venduto perché obsoleto, non ne ho più comprato uno finché un amico non mi ha venduto un iPad Pro, che è diventato il mio insostituibile compagno.

La user interface di iOS ne ha fatta di strada dalla versione 6 a cui ero abituato, e continua ad essere bellissima e curatissima: ci sono tante cose interessanti, ha sempre una sua forte identità e le cose migliori di Android sono state rubate incluse e migliorate in stile Apple.

Ma.

Ma hai mai provato ad alzare il volume dai tasti fisici?

Se hai un iPad sono sicuro di sì, ma provo a spiegarti meglio: i due tasti sono posizionati sulla destra del dispositivo, uno sotto l’altro, e questi azionano un indicatore visivo orizzontale posto nella parte alta dello schermo, così come vedi qui sotto.

volume ios

A livello di interazione, quando tu alzi il volume, l’indicatore va a destra, mentre quando l’abbassi fa il contrario.

Se invece giri il dispositivo in orizzontale, accadono cose pittoresche: l’indicatore visivo del volume rimane sempre in alto con la sua barretta orizzontale, mentre i pulsanti fisici, in quanto fisici, si spostano nel lato alto dello schermo, andando a posizionarsi in orizzontale, lì vicino all’indicatore orizzontale.

Qui accade la magia: se premi il pulsante che indica alza il volume (che ora è posizionato a sinistra) il volume continua ad alzarsi, ma l’indicatore a schermo va a destra. Ovviamente se fai il contrario, l’indicatore mostra il contrario.

Giuro che tutte le volte che alzo il volume con l’iPad messo in orizzontale, devo fermarmi a pensare.

🍳 Accendi i fornelli!

Pensa un attimo: 4 fornelli disposti a griglia, e 4 pomelli disposti in linea.

Quale accende cosa?

Nel mondo delle interfacce, e più in generale dell’usabilità, questo è un tipico dilemma di mapping, ovvero di corrispondenza spaziale tra la collocazione dei comandi e quella dei dispositivi comandati: più questo tipo di relazione cala, più cala l’usabilità del dispositivo, nel parla Don Norman in “La caffettiera del masochista. Il design degli oggetti quotidiani“.

Se esistesse un piano cottura coi fornelli in orizzontale e i pomelli continuassero ad essere in orizzontale, sarebbe sicuramente più semplice accendere il fornello giusto al primo colpo.

Ovvio che non è un dramma nel caso dei fornelli, ma sono sicuro che ti sarai almeno una volta dedicato a capire come funzionano gli interruttori della luce di casa. E magari ancora oggi sbagli ad accendere al primo tentativo: io ad esempio in ufficio non riesco proprio a memorizzarli.

Ma torniamo ai nostri fornelli posti in orizzontale, esattamente come i pomelli di accensione: cosa succederebbe se l’ultimo pomello, quello più a destra, accendesse il primo fuoco, quello a sinistra?

Assomiglia un po’ al mio problema dei tasti del volume: sull’iPad Pro dove ora sto scrivendo, se spingo il pulsante a sinistra, la barretta va a destra. Tutte le sante volte che faccio per abbassare il volume, devo fermarmi a pensare a non cadere nel tranello, come i false friends in inglese.

So frustrating.

🥸 Sì, ma quindi?

Dicevo che mi piacciono i prodotti Apple per quella speciale attenzione al design, poi trovo queste cose assurde e non me ne faccio una ragione.

Facile criticare le scelte degli altri, dirai! Quindi mi provo a immaginare una soluzione alternativa:

Mi pare evidente che il vincolo che ha guidato la scelta di design di Apple sia stata la posizione dell’indicatore (aka “la barretta”) sempre in alto. Il vantaggio è che uno la trova sempre in alto e non se la perde mai.

Posizionare la barretta sempre vicino ai pulsanti fisici avrebbe rispettato questo vincolo allo stesso modo, lasciando quindi la coerenza di comportamento invariata: te la trovi sempre lì vicino, se sei in verticale l’indicatore è verticale, altrimenti diventa orizzontale.

Il vantaggio, in questo caso, sarebbe stato molteplice:

  1. Il feedback di comando è immediatamente identificabile, quindi su uno schermo grande non devo andarmi a cercare l’indicatore, che è lì, vicino alle mie dita sempre.
  2. Il comando fisico (il tasto) e il feedback (la barretta) possono essere correttamente mappati. In verticale il tasto in alto porta la barretta su, in orizzontale il tasto a destra porta la barretta a destra.
  3. Siccome quella maledetta barretta è touch e ci posso interagire anche senza tasti fisici, averla vicino alle dita mi semplifica questa gesture.

Apple, assumici, dai!

🏝 Altro da dichiarare?

Circa 900 parole per spiegarti quanto odio quei pulsantini ed il loro sistema di feedback.

Don Norman ci ha scritto un libro, su queste cose: l’edizione in italiano si chiama “La caffettiera del masochista. Il design degli oggetti quotidiani”, inutile dire che se il tema ti ha incuriosito te lo consiglio, si tratta di uno dei libri fondamentali nel campo del design usabile.

Nota di colore: l’autore del libro ha lavorato anche per Apple, LOL.

Magari dopo le vacanze estive torno sull’argomento se ti va: noi saremo chiusi le prime 3 settimane di Agosto, e tu?

Ci sentiamo presto!
Trap+Studio