Swag. #05

L’altro giorno è stato l’anniversario del lockdown, te ne sei accorto? Un anno è volato, e così ne ho approfittato per guardarmi un po’ indietro e vedere cosa ci ha portato.

Questo numero di Swag parla dei cambiamenti di Trapstudio nel 2020, tra pandemia e smart working.

2020

💬 Avvicinarsi e collaborare

Inutile girarci intorno, tra tutte le sfide di quest’anno la più grossa è stata quella della collaborazione: passare dall’ufficio fisico al lavoro remoto nel giro di una settimana è stato un passaggio traumatico per molte realtà.

Guardando indietro, per noi ci sono state poche rivoluzioni sotto questo punto di vista. Abbiamo più che altro intensificato l’utilizzo di alcuni strumenti che già utilizzavamo e adottato un paio di nuovi tool che ci hanno migliorato la vita, a prescindere dal lavoro remoto. Ecco, quindi, il nostro arsenale:

  • Comunicazione in tempo reale: Slack e Meet penso tu li conosca già. Li utilizzavamo già da tempo, ma il loro utilizzo è cresciuto a dismisura durante quest’anno. Niente di nuovo, insomma.
  • Comunicazione asincrona e feedback: da fine 2019 stavamo valutando Loom, uno strumento comodissimo per produrre screencast. Con l’inizio del lockdown si è rivelato un tool insostituibile per fornire feedback e comunicare in modalità asincrona, salvandoci da diverse ore di call.
  • Project management e time tracking: 2 anni fa avevamo adottato con grande entusiasmo Notion, un sistema incredibile per la produzione di documenti strutturati e database, e Toggl per il time tracking. Col tempo questa soluzione ha cominciato ad andarci stretta per via della mancanza di integrazione tra i due strumenti, e più in generale per il basso livello di automazione che il lavoro remoto ha messo in luce. Così abbiamo deciso di passare a Coda al 100%: simile a Notion, ma molto più orientato ad automazione dei flussi ed integrazione con altre piattaforme. Magnifico 😍

📐 Design per tutti

Se leggi Swag dall’inizio forse ti ricorderai della sviolinata fatta a Figma su Swag #01, quindi non mi sto a dilungare più di tanto.

Fatto sta che l’adozione di Figma ci ha permesso di collaborare su tutti i task di design in maniera molto più efficiente e lineare rispetto a prima, quando lavoravamo con Sketch, Marvel e Avocode: design review, prototyping, raccolta di feedback e hand off sono finiti tutti in capo ad un unico strumento, ed il vantaggio è indiscutibile.

Ad un anno di distanza tutto il team di Trapstudio mette le mani su Figma per i compiti più disparati, dalla creazione di diagrammi fino allo sviluppo.

A proposito: Matteo C. ha scritto una piccola guida dedicata agli sviluppatori che si approcciano a Figma, dagli un’occhiata!

💻 Codice da favola

Durante il lockdown, oltre a passare da Bitbucket a Github con grande soddisfazione, abbiamo sentito l’esigenza di razionalizzare il nostro sistema di release – complice anche l’adozione di Fractal, un sistema di costruzione e documentazione di componenti d’interfaccia.

Abbiamo così formalizzato il nostro flusso di rilascio del codice individuando 4 fasi che poi sono andate a formare quello che chiamiamo metodo FABL (si legge fābəl, come dire “favola” in inglese):

  • Fractal: il primo deliverable che produciamo è una component styleguide che documenta tutti i componenti d’interfaccia.
  • Alpha: Il secondo rilascio è l’unione di Fractal con la logica. Si tratta già di un prodotto che assomiglia al risultato finale dove le funzionalità sono già presenti, mentre la parte grafica è ancora grezza.
  • Beta: questa è la versione di test ufficiale. In questa release, funzionalità e grafica sono in ordine, mancano solo eventuali piccole correzioni finali.
  • Live: l’ultimo rilascio è il prodotto digitale pronto per essere portato in produzione.

Questo semplice piano di rilascio ci ha permesso di apportare una maggiore linearità ai cicli di consegna dei progetti, con soddisfazione di tutti quanti.

📢 Comunicazione, una creatura del 2020

Come non menzionare questa newsletter, figlia di questo strano anno? Sarà stato l’isolamento forzato che ci ha fatto scattare la voglia di aprire il nostro mondo all’esterno, chissà.
Da cosa nasce cosa, e dopo aver messo in moto i nostri canali social ed una prima release di sito, una costola di Swag si è trasformata in reSwag, il nostro canale Telegram.

Tra l’altro il mese prossimo Swag compie un anno: ho 1 mese di tempo per capire come celebrarlo, visto che la review dell’anno l’ho fatta in questo numero un po’ atipico.

👋 Concludendo.

Quest’anno è stato probabilmente l’anno che ha portato più cambiamenti in assoluto nel nostro modo di lavorare. Avere a nostra disposizione un’infinità di strumenti a cui appoggiarsi per ristabilire nuove modalità operative ed organizzative è qualcosa che ci ha aiutato tanto.

Chissà come sarebbe andata se la pandemia ci fosse stata 10 anni fa?

E negli anni 90?

Scherzi a parte, se ti sei preso 10 minuti per leggere fino a qui faccelo sapere, ciao!

Trap + Studio